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La Morte di Paul Mc Cartney – Storia di una famosa leggenda

La presunta morte di Paul Mc Cartney è tra le leggende metropolitane più note. Una delle più famose, riscuote anche un certo credito tra i fautori delle Teorie del Complotto. Sarebbe avvenuta nel Novembre del 1966 a causa di un pauroso incidente stradale che vide coinvolta la sua Aston Martin DB5. I tre Beatles rimasti, Lennon, Harrison e Starr, con la complicità del loro manager Brian Epstein, decisero di non rivelare pubblicamente la notizia visto il grande successo che il gruppo stava ormai riscuotendo, sostituendo Paul Mc Cartney con un sosia.  Di li’ a poco uscirà Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band; l’album diventerà in breve, pietra miliare della musica Rock e da quel momento il sosia entrò in pianta stabile nel gruppo sostituendo Paul in tutto.

Come nacque la leggenda ?

I primi pettegolezzi cominciano a circolare tra il Dicembre del ’66 e il Gennaio del 1967, quando l’ufficio stampa dei Beatles si trovò spesso interpellato dalla stampa locale, riguardo le condizioni fisiche di Mc Cartney, effettivamente coinvolto in un incidente stradale. Fu necessario un comunicato stampa dove venivano dichiarate prive di fondamento le voci relative alle gravi condizioni di Paul, vivo, in ottima salute, solo leggermente claudicante. In modo ufficiale invece, sull’argomento tornò prepotente un programma radiofonico del 1969. Dalle frequenze dell’emittente WKNR di Detroit, il dj Russel Gibb affermava di aver ricevuto la misteriosa telefonata di un uomo che andava dicendo di essere a conoscenza di un grande segreto; nel famoso incidente di anni addietro, Paul Mc Cartney rimase vittima di un terribile schianto dal quale non usci’ vivo; la verità fu taciuta per interessi economici e l’uomo che si esibiva sul palco era in realtà un impostore.  A sostegno della propria tesi, il misterioso personaggio elencò una serie di indizi presenti negli album e nelle copertine dei dischi dei Beatles, sostenendo che il resto della band in preda ai sensi di colpa cercava comunque di rendere pubblica al mondo intero la terribile notizia.

Quello che sembra essere avvenuto in quel famoso 9 Novembre (altre fonti riportano la data del 5) si può riassumere cosi’: durante una delle loro estenuanti sedute di incisione, ci fù una brutta litigata tra i membri della band; gli animi si sarebbero surriscaldati al punto che Paul se ne andò sbattendo furiosamente la porta. Nel tragitto verso casa dette un passaggio ad una giovane autostoppista, che sulle prime non riconobbe la celebrità ma quando se ne rende conto, in preda all’euforia, gli fece perdere il controllo dell’auto. I due andarono a sbattere contro un albero e lo schianto fù talmente  violento da lasciare la famosa rock-star morta tra le lamiere. Quando la notizia giunge agli altri Beatles, i tre e il loro manager decisero di tenerla nascosta visto il momento di apice raggiunto dalla band. Paul viene seppellito in segreto e dopo qualche mese di ricerca viene sostituito da un sosia, uno scozzese di nome William Campbell, fino ad allora attore di scarso successo. Quest’ultimo acconsenti’ ad una serie di interventi di chirurgia plastica, riuscendo ad assumere perfettamente i connotati di Mc Cartney.

Indizi a favore della Tesi

I sostenitori della teoria ritengono che i tre Beatles rimasti, assaliti dal senso di colpa, disseminarono una serie di indizi nei loro album in cui confessavano la tragedia.  Tra i più rilevanti abbiamo:

  • Help
    Sulla copertina dell’album prodotto nel 1965, Paul Mc Cartney è l’unico a non indossare un cappello, e nel famoso singolo “Yesterday”, per molti la frase “I’m not half the man I used to be, there’s a shadow hanging over me” (“Non sono neanche metà dell’uomo che ero, c’e’ un’ombra che incombe su di me“) è esplicativa;
  • Rubber Soul
    Nella frase del brano “Nowhere Man” (“uomo invisibile, puoi vedermi?“) qualcuno legge un riferimento di John Lennon al defunto compagno;
  • The Beatles – Yesterday and Today
    Questa raccolta soprannominata “The Butcher Album” (l’album del macellaio), ha avuto una prima versione della copertina poi ritirata in fretta dal mercato a causa delle numerose critiche ricevute. L’immagine, alquanto splatter, ritraeva un cruento mix di sangue e bambole decapitate, secondo molti, a simboleggiare l’accaduto. Nella seconda versione della copertina Paul è all’interno di un baule non molto dissimile da una bara;
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    The Butcher Album (titolo orginale “The Beatles – Yesterday and Today) – a sinistra la copertina incriminata e velocemente ritirata dal mercato a causa dei problemi con la censura – a destra la nuova copertina in commercio, dove comunque sia Paul Mc Cartney è inserito all’interno di un baule dalle fattezze non molto dissimili a quelle di una bara.
  • Revolver
    Il tema dominante dell’album è la morte. Oltretutto sulla copertina, Paul Mc Cartney è l’unico rappresentato di profilo;
  • Sgt. Pepper’s Lonely Hearts CLub Band
    La leggendaria copertina, con il suo geniale mix di particolari e curiosità, ha alimentato numerose interpretazioni che avvalorano la tesi della morte del bassista dei Beatles. Paul Mc Cartney è l’unico rappresentato con in mano uno strumento di colore nero e sopra la testa appare una mano che secondo le credenze indiane simboleggia la morte. Tutta la composizione floreale è ritenuta da molti una composizione funebre e le rose gialle presenti rappresenterebbero un basso con tre corde (invece delle classiche quattro) a simboleggiare un Beatles che non c’è più.
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    La Copertina di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, oltre ad essere considerata capolavoro assoluto della Pop Art, è piena di minuzie che hanno alimentato in modo considerevole la leggenda di “Paul is Dead”.


    Altro indizio, tra i più interessanti, sta nella batteria.
    Se poniamo un gioco di specchi a sezionare perpendicolarmente la batteria al centro dell’immagine, la scritta “LONELY HEARTS”, tagliata in due diventa un’interlocutoria “1 ONE 1 X HE DIE“.  Apparentemente senza senso, tale frase viene tradotta dai più come “1 1 1 per HE DIE”  (1+1+1 = 3 perché HE DIE, in inglese “egli muore”, anche se non corretto da un punto di vista grammaticale).  Questo presunto indizio, famoso tra i complottisti con il termine di “Drum Clue” (“la prova della grancassa”) è tra gli indizi più complessi e intriganti dell’intera leggenda. Oltretutto non si ha traccia dell’esistenza del presunto ideatore del disegno indicato sul retro di copertina come l’artista “Joe Ephgrave”, artista sconosciuto i cui nome e cognome letti in modo scomposto compongono le parole epitaph (“epitaffio”) e grave (“tomba”). 
    A parte altri piccoli particolari possiamo sottolineare inoltre, che nel retro di copertina Paul si presenta, girato di schiena (unico del gruppo); per i sostenitori della tesi è un altro evidente indizio.
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    Drum Clue – a sinistra l’immagine originale della batteria rappresentata sulla copertina di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band – a destra la stessa immagine, sezionata in modo perpendicolare con uno specchio. E’ evidente come il gioco di specchi metta in mostra una frase interlocutoria “1 ONE 1 X HE DIE”


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    l’immagine mostra come deve essere posizionato un piccolo specchio, in modo da sezionare la frase LONELY HEARTS, riportata sulla copertina.

Si è inoltre speculato in abbondanza sulla maschera da tricheco presente nella copertina del “Magical Mystery Tour” simboleggiante la morte secondo la tradizione nordica, sul fatto che Paul Mc Cartney sia l’unico senza scarpe sul famoso attraversamento pedonale di “Abbey Road” e su canzoni quali “I’m so tired” e “Strawberry Fields Forever” dove in alcune tracce del vinile, se ascoltate al contrario, si sente John Lennon dire “Paul is Dead man” (Paul è un uomo morto) o “I buried Paul” (Ho sepolto Paul). In generale esistono numerosi spunti su cui vengono continuamente formulate ipotesi sulla veridicità della leggenda e per una lettura più approfondita dell’argomento, si rimanda all’esaustiva pagina di Wikipedia, dove è trattato abbondantemente.

Versioni della Leggenda

Esistono varie versioni della leggenda.
Una, riporta come data il mese di Dicembre 1965, dove Paul non avrebbe litigato con gli altri Beatles ma era ad una festa in grave stato confusionale a causa dell’enorme abuso di droghe; un’altra dove Paul sarebbe morto nell’impatto, mentre in un’altra ancora sarebbe stato sbalzato fuori dopo l’urto. La ragazza accanto a lui (il cui nome era Rita) era incinta e stava scappando dal violento fidanzato. Un’altra versione ancora afferma che in realtà Paul quella sera era libertino, in compagnia dell’amico e nobiluomo inglese Tara Brown, guidando sotto l’effetto della marijuana (Tara Brown, personaggio molto in vista nella Londra bene, effettivamente deceduto, in seguito alle conseguenze di un incidente stradale nel Dicembre del 1966).

Diverse versioni anche sul misterioso personaggio che chiamò il dj Russel Gibb; per alcuni si tratta di un misterioso Alfred, per altri di un certo Tom. Non mancano versioni discordanti sul sosia; chi dice fosse un attore scozzese molto assomigliante a Paul Mc Cartney, chi sostiene si tratti di un certo William Sheppard, un poliziotto canadese.

In ogni caso il sosia, presentava alcune differenze, motivo per cui i Beatles decisero di non esibirsi più dal vivo. In primis era più alto di Paul, in secondo luogo non ne aveva effettivamente lo stesso timbro vocale, infine a differenza di Paul Mc Cartney, non era mancino.

Tesi non a sostegno della Teoria Complottista

LeggendeUrbane naturalmente è interessata a valutare la questione con spirito critico da ogni punto di vista.
Anzitutto non sembra possibile per un sosia essere parte attiva di una band la cui discografia è universalmente riconosciuta come tra le più importanti della Storia della Musica.  Oltretutto la grande carriera solista dello stesso Mc Cartney,  stona con l’idea di un sosia in grado di possedere il medesimo talento (Paul Mc Cartney è l’autore principale di autentici gioielli quali “Hey Jude” o “Healter Skelter”). Vengono inoltre citati indizi presenti in album quali “Help” e “Rubber Soul” ma tali album sono in realtà prodotti nel 1965, antecedenti alla data della presunta morte.  Altro importante elemento è il Gossip dell’epoca. Pochi giorni dopo la data della presunta morte, le riviste scandalistiche pubblicarono foto di Paul in giro in Kenya per un safari in dolce compagnia. Risulta difficile pensare ad un sosia, e a presunti ritocchi di chirurgia plastica, in un lasso di tempo cosi’ breve.

In realtà tutto sembra semplicemente una geniale montatura degli stessi Beatles. Un pò per burla un pò per scherzo, i Beatles stessi a seguito ad una caduta di motorino di Paul, decisero di alimentare le voci con indizi fasulli. John Lennon era famoso per il suo humor nero; nella pratica ciò che fecero fu un’eccezionale operazione di marketing.

Concludiamo con due curiosità: nel Marzo del 2015, durante un’intervista rilasciata al sito web Hollywood Inquirer, Ringo Starr si confessò; nel 2009 invece, due periti italiani, Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carles, sfruttando tecnologie moderne, hanno sottoposto ad una serie di analisi biometriche i tratti facciali di Paul Mc Cartney prima e dopo la presunta data e a sorpresa ritengono di poter dire che non c’è certezza che si tratti della stessa persona. In base alle analisi effettuate, i due scienziati ritengono possibile possa trattarsi di due persone differenti.

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alcune foto di Paul Mc Cartney, messe a confronto con analisi biometriche

La Storia di Tarrare – l’uomo che mangiava animali vivi

Tarrare (talvolta citato semplicemente “Tarare”), è stato un artista di strada e militare francese, diventato famoso per le sue bizzarre abitudini alimentari. Nato a Lione intorno al 1770, fin da piccolo dimostrò un appetito fuori dal comune. Fu talmente vorace e dall’istinto perennemente affamato, da squartare senza problemi, animali vivi di media taglia per cibarsene. La sua bislacca storia è stata ben documentata, ed è arrivata a noi da fonti attendibili.

Infanzia e Adolescenza

Non sono molte le informazioni circa i primi anni di vita (lo stesso nome, “Tarrare”, trattasi probabilmente di un nomignolo), si sa solo che la famiglia, compresa fin da subito la strana natura del fanciullo, lo cacciò molto presto di casa. Si ritrovò pertanto giovanissimo, a vagabondare per la Francia.

Inizialmente campò facendo il mendicante, in seguito si uni’ ad un gruppo di artisti di strada sfruttando “le sue doti” come fenomeno da baraccone. Il suo numero consisteva nel mangiare qualsiasi cosa gli fosse proposta. Inghiottiva senza problemi sia frutti interi sia piccole pietre, arrivando ai primi animali vivi. Divenne molto noto per riuscire a mettere in bocca piccoli serpenti, divorandoli interi.

Arrivò ad “esibirsi” nelle piazze di Parigi, ma fu ben presto vittima di lancinanti dolori intestinali, spesso occlusioni, che lo costrinsero ad interrompere le sue performance. Fu ricoverato una prima volta presso l’ospedale Hotel-Dieu (il più antico ospedale parigino) dove medici e infermieri furono per la prima volta testimoni della sua particolare “caratteristica”. Al Hotel-Dieu fu curato con potenti lassativi e fu li’ che ebbe un breve periodo di stabilità.
Ma non perse la sua strana natura.

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Raffigurazione di Tarrare

Tarrare militare

In quel periodo in Francia scoppiò la rivoluzione francese. Parigi era teatro di scontri e violenze. Un pò per sicurezza, un pò per provvedere a se stesso, Tarrare entrò a far parte dell’esercito francese, arruolandosi nell’Armée Révolutionnaire Française (la fanteria della Repubblica). Naturalmente anche l’esercito si rese ben presto conto della natura singolare del personaggio in questione.

Le razioni date alle milizie francesi si rivelarono insufficienti per soddisfare il suo appetito e Tarrare si trovò disposto ad accollarsi sgradevoli compiti pur di ottenere ulteriori razioni di cibo. Ma subi’ un lento declino fisico al punto da dover essere trasferito all’ospedale militare di Soultz-Haut-Rhin (ospedale attivo durante la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 in Francia). Medici e sanitari rimasero scioccati nel constatare l’appetito sproporzionato di Tarrare. Arrivarono a quadruplicargli le razioni ma non riuscirono in nessun modo a far diminuire la sua fame. Iniziò anzi a pasteggiare con gli avanzi degli altri pazienti, a frugare nei rifiuti, a cibarsi di avanzi di farmacia.

Fu in quel periodo che il dott. Courville e il dott. Didier (chirurghi del 9° régiment de hussards) assieme al barone Pierre-Francois Percy, membro del personale medico, decisero di sperimentare e verificare fino a che punto poteva arrivare l’appetito spropositato di Tarrare, rendendolo oggetto di studio. In un primo esperimento, imbandirono una mensa per 15 commensali chiedendo a Tarrare di arrivare a mangiare fin dove arrivava; con sopresa Tarrare non solo dimostrò di divorare tutto nel giro di poche ore, ma, non sazio, concluse ingurgitando oltre 18 litri di latte. In un secondo esperimento (da qui la leggenda di Tarrare come da titolo del post), gli fu offerto un gatto vivo. Tarrare ammazzò e dilaniò l’animale in poco tempo con i denti, bevendone il sangue e inghiottendolo per intero apparentemente senza sforzo, scartando le ossa e vomitandone successivamente la pelliccia e la pelle.

Gli vennero dati in pasto altri animali vivi. Tarrare divorò senza sforzo prima serpenti e lucertole, poi una intera anguilla che ammazzò schiacciandone la testa e inghiottendola per intero senza neppure masticarla.

Percy, incredulo, all’interno di un’ampia sezione dell’opera medica “Journal de medecine, chirurgie, pharmacie, Volume 9” (parte integrante di un trattato dal titolo “Mémoire sur la polyphagie“, edito nel 1805, di cui se ne può scaricare una versione originale all’indirizzo qui riportato) scrisse di lui “I cani e i gatti fuggivano in preda al terrore al suo cospetto, come se potessero presagire la sorta di destino che egli stava loro per riservare”.

Ciò che lasciava basiti era il suo aspetto fisico. Tarrare appariva come una persona normale. Magro, di altezza e peso nella media, biondo di capelli, dalla capigliatura liscia e molto fine. Solo bocca e guancie molto più ampie del normale tanto da essere in grado di infilarsi in bocca una certa quantità di mele intere. Aveva i denti perennemente macchiati, la pelle sempre calda e un’intensa sudorazione. Una delle poche anomalie era quella di emanare di continuo uno sgradevole odore. Dopo che si riempiva di cibo cadeva spesso in un sonno profondo, nel quale il suo addome si gonfiava a dismisura; l’odore malsano andava aumentando. A parte violenti attacchi di diarrea e blocchi intestinali, la sua natura sembra non procurargli mai particolari problemi fisici. I medici dovettero inoltre constatare che Tarrare non mostrava sintomi di malattie o turbe mentali; era solo spesso vittima di spossatezza. Manifestava una pesante apatia e spesso si lasciava andare abbandonato a se stesso, sopraffatto da stanchezza. Il quadro psicologico, non sembra recasse particolari motivi tali da spiegarne l’insolito comportamento.

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Alcune raffigurazioni che sono state date di Tarrare.

Uso di Tarrare da parte dell’Esercito Francese

Quello che avvenne successivamente fu presto detto.
Tarrare era pur sempre al servizio dell’esercito francese, che pensò bene di sfruttarne le “capacità” per scopi bellici. Sotto le direttive del generale francese Alessandro di Beauharnais, iniziò una sorta di “attività di corriere”. In pratica gli veniva fatta ingoiare una scatola contenente importanti documenti e veniva spedito oltre le linee nemiche con l’ordine di raggiungere altri comandi dislocati in altre aree. Una volta arrivato, la scatola e i documenti contenuti, venivano raccolti dalle sue feci. Spesso si trattava di importanti direttive da consegnare ai comandanti di altre guarnigioni. Una volta portata a termine la missione, Tarrare riceveva come premio ampie razioni di cibo in cambio dei servizi resi (si racconta di un intero tavolo riempito con interiora di toro che Tarrare divorò in pochi attimi davanti ad un’assemblea di generali).
Sfortunatamente però, in una delle sue missioni Tarrare fu catturato dai Prussiani e incriminato come spia. Venne torturato e tenuto agli arresti fin quando non cedette, rivelando la sua natura e il suo stato di servizio. Anche i prussiani di fronte al personaggio in questione rimasero basiti; Tarrare subi’ una finta esecuzione di morte per puro scherno e fu rimandato indietro ai francesi.

L’esperienza marchiò profondamente la psiche già molto labile di Tarrare. Chiese espressamente di essere curato e venne nuovamente ricoverato; vennero sperimentate su di lui nuove forme di terapia a base di laudano o pillole di tabacco ma senza risultati. L’appetito di Tarrare continuava ad essere vorace e famelico, tanto da scappare spesso dalla clinica per cibarsi di rifiuti o avanzi che contendeva ai cani randagi. Arrivò addirittura, in preda ad attacchi feroci di fame, a cibarsi dei cadaveri della camera mortuaria. Quando dopo qualche tempo, ci fu la sparizione di un bambino di 14 mesi, il team del dott. Courville e Percy non riuscirono a difendere Tarrare dalle accuse di cannibalismo, che venne cosi’ espulso dall’ospedale.

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Una delle peggiori riproduzioni che fu fatta di Tarrare; quella che lo vede accusato della sparizione di un neonato, con conseguente cannibalismo .

Resoconti scritti su Tarrare

Come detto, Tarrare divenne ben presto oggetto di studio per la scienza del tempo e ne viene fatta menzione in svariati trattati di medicina. Citiamo “Anomalies and Curiosities of Medicine” dei clinici George M. Gould e Walter Lytle Pyle, trattato scaricabile in formato e-book, all’interno dell’archivio on-line del progetto Gutemberg – http://www.gutenberg.org/.
Rimangono tuttora sconosciute le cause. Si presuppone che l’uomo possa aver sofferto di ipertiroidismo, un raro disturbo del sistema endocrino che comporta estremo appetito, sudorazione e intolleranza al caldo. Jan Bondeson, reumatogo svedese, nel suo “Freaks: The Pig-Faced Lady of Manchester Square & Other Medical Marvels” del 2006, ritiene che Tarrare abbia avuto un danneggiamento all’amigdala, una parte del cervello che porta all’iperfagia.

Fine di Tarrare

Le ultime informazioni su Tarrare sono state raccolte ancora dal barone Percy. Durante l’ennesimo ricovero, stavolta presso l’ospedale di Versaille, chiese con forza di essere assistito dal medico che già conosceva la sua condizione. Quando Percy si recò al capezzale, trovò un Tarrare ormai estremamente deperito; non potè far altro che diagnosticargli una grave forma di tubercolosi, che assieme a violenti attacchi di diarrea essudativa, lo portò alla morte nel giro di poche settimane. Il dott. Tessier, patologo di Versaille si occupò di farne l’autopsia sul cadavere. Scoprirono che Tarrare aveva uno stomaco e un fegato di grandezza inusuale ma non furono riscontrate molte altre differenze rispetto ad una persona normale. Alla fine di Tarrare, rimane pertanto, lo strano quadro clinico e la sua triste storia.

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La copertina de “Journal de medecine, chirurgie, pharmacie” del barone Pierre-Francois Percy, dove è riportata una delle descrizioni più approfondite, della figura di Tarrare.

La Leggenda del Terribile Terremoto dell’11 Maggio 2011

Questo articolo parla della classica Leggenda Urbana.
Voci che circolano tramite passaparola, fonti ignote. Alla notizia fu dato ampio credito, al punto che Roma quel giorno si svuotò. Era l’11 Maggio del 2011, Mercoledi’. L’informazione che girava, riguardava una profezia dello studioso Raffaele Bendandi, secondo la quale un terribile terremoto avrebbe colpito Roma il giorno 11 Maggio 2011.

Chi era Raffaele Bendandi

Raffaele Bendandi non è stato uno scienziato.
Era un semplice appassionato di astronomia. Nato alla fine del ‘800, artigiano, intagliatore, scultore del legno, fin da piccolo spiccò in lui un forte amore per il cosmo. Non terminò mai gli studi, ma già all’età di 10 anni, il suo talento e la sua passione si mostrarono prepotentemente, riuscendo da autodidatta, a fabbricare piccoli telescopi con cui esplorava il cielo.

Nel 1908, in seguito al terremoto di Messina, si appassionò a tal punto all’argomento, tanto da iniziare a studiare le possibilità di prevederne l’arrivo. Grazie ad alcuni strumenti da lui costruiti e collocati in una profonda grotta dell’Appennino, arrivò alla conclusione che la superficie terrestre non è rigida. In balia di continui smottamenti, si muove e si deforma, in base al rapporto tra la Terra e gli altri corpi celesti. Partendo dal presupposto che le maree sono influenzate dalle fasi lunari, intorno al 1920 elaborò una teoria detta “Teoria Sismogenica”, dove interpretando i movimenti e l’influenza degli astri sulla Terra, sosteneva di poter prevedere i terremoti.

Nel 1923 per dare credito alle sue teorie, depositò davanti al notaio Domenico Savini di Faenza, un verbale dove veniva teorizzato l’arrivo di un terremoto nelle Marche il 2 Gennaio del 1924. Bendandi sbagliò di due giorni. Il terremoto si verificò effettivamente nella zona di Senigallia e il Corriere della Sera, a conoscenza della notizia, gli dedicò la prima pagina chiamandolo “Colui che prevede i terremoti”. A quel punto la sua fama si diffuse e Bendandi veniva conosciuto nel mondo (una figura contraddittoria, a cui “LeggendeUrbane” darà maggiore spazio in futuro. Questo articolo fa solo un rapido cenno su quella che è stata la sua attività).

Bendandi studia il cielo
Un’immagine d’epoca di Raffaele Bendandi intento a studiare il cosmo con un telescopio – il famoso Pseusoscienziato, ha dedicato l’intera vita allo studio della scienza.

Leggenda e Bufala sulla previsione di Bendandi

Perchè si parla di Leggenda Urbana ?
Perchè sembra che in realtà, Raffaele Bendandi, non abbia mai predetto nessun terremoto a Roma. Stando a quanto raccolto nei suoi studi, avrebbe teorizzato altre date. Sull’onda di un vociferare sempre più insistente, venne sentita Paola Lagorio, presidente dell’associazione culturale “La Bendandiana”, istituto che raccoglie e studia l’enorme mole di materiale lasciato da Bendandi. Nell’Aprile del 2011 la Lagorio rilasciò un’intervista dove asseriva chiaramente l’assenza di documenti riguardanti Roma; la notizia era pertanto da ritenersi falsa.

Fu il mensile di scienza “Focus” a ricostruire quanto avvenne.
Sull’onda di un servizio televisivo della trasmissione Voyager, nei giorni seguenti su Internet, si scatenò un dibattito sulla figura di Bendandi. Nacquero una serie di fraintendimenti che portarono a mischiare le profezie di Nostradamus, con la figura di Bendandi. Tempo dopo fu nuovamente Voyager a riprendere in mano l’argomento, proponendo un nuovo servizio dal titolo “Bendandi, il profeta inascoltato”, con in sovraimpressione il titolo “La verità sul presunto terremoto del 2011 in Italia. Un terremoto colpirà Roma l’11 Maggio 2011 ? “.  Nonostante le smentite della Lagorio, la leggenda metropolitana prese vita. E Roma si svuotò.

negozi nella capitale
per non saper né leggere né scrivere, a Roma molti negozi chiusero la loro attività il giorno 11 Maggio 2011. Sui bandoni chiusi della capitale apparvero molte affissioni di “chiusura per motivi personali”

Scienza & Bendandi

L’errore sembra nascere dall’interpretazione sbagliata delle quartine di Nostradamus, attribuite erroneamente allo studioso romagnolo. Nella Quartina 82 Centuria IX si riporta quella che è stata interpretata come la profezia catastrofica di un devastante terremoto su Roma. Paola Lagorio dichiarò “infondate le previsioni che compaiono su Internet”.

Bendandi comunque durante la sua vita, pare abbia veramente previsto una serie di terremoti poi effettivamente verificatisi. Nel corso degli anni continuò incessantemente le sue ricerche. Sembra abbia previsto con esattezza il terribile terremoto del Friuli del 1976; avverti’ le autorità ma non venne creduto.

Ad oggi la comunità scientifica non da credito alla sua figura. La sua “Teoria Sismogenica” è priva di riscontri oggettivi e non vengono mai spiegate le cause. Bendandi, genio incompreso, si formò da autodidatta, non fece mai un percorso di studi e non ha mai pubblicato un’esposizione scientifica. Soprattutto, quanto da lui affermato, non è mai stato verificabile. Godette di stima dal mondo accademico, fu insignito del titolo di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dall’allora presidente Giovanni Gronchi, ma la sua enorme mole di materiale è ritenuto privo di fondamento teorico. La Teoria Sismogenica è pertanto affine alla branca delle Pseudoscienze (argomento privo di verifiche empiriche).

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, le teorie di Bendandi si basano su dati statistici. Mediamente in Italia avvengono circa 30 scosse di terremoto al giorno. I terremoti sono causati da uno spostamento della crosta terrestre, fenomeno questo che avviene di continuo. Recentemente, Cristiano Fidani dell’INFN di Perugia ha avuto accesso all’archivio dello studioso e ha stilato un catalogo completo delle previsioni di Bendandi per verificarle. Non esistono previsioni da lui formulate che riguardano periodi superiori al 1977.

Infine

Per ultimo, si fa menzione su quello che è realmente successo.  Per fortuna alla fine, non ci fu nessun terremoto a Roma in data 11 Maggio 2011. Quello che avvenne però fu un altro sisma, con epicentro non troppo lontano da Roma. Si tratta del terremoto che colpi’ il sud della Spagna e che provocò gravi danni nelle regioni di Murcia e nella Lorca . Un terremoto avvenuto veramente in data 11 Maggio 2011 che causò 9 morti e moltissimi feriti. Si tratta purtoppo di uno dei peggiori terremoti della regione.

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Un’altra immagine di Raffaele Bendandi nel suo studio. Forse Genio incompreso, ad oggi non sappiamo dire se lo studioso faentino sia davvero riuscito a formulare una teoria attendibile per predire l’arrivo di un terremoto.

Raffaele Bendandi o meno, la Terra ha tremato davvero l’11 Maggio 2011. Di seguito, le immagini del sisma che colpi’ il sud della Spagna.